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Un gruppo di artisti in Pakistan spera di generare “empatia” tra gli operatori dei droni americani mettendo gigantografie di bambini nelle regioni tormentate del paese
«Sono nella strana posizione di sapere che io sono nella ‘Kill List’. Lo so perché mi è stato detto e lo so perché quattro volte dei missili sono stati lanciati contro di me. Sono straordinariamente fortunato ad essere vivo.
Non voglio diventare un “Bugsplat” – la brutta parola che viene utilizzata per definire ciò che resta di un essere umano dopo che è stato colpito da un missile Hellfire sparato da un drone Predator. Ma soprattutto non voglio che vengano uccisi i miei familiari, e nemmeno che siano condannati a vivere con il rumore dei droni sopra la testa, sapendo che potrebbero essere polverizzati in qualsiasi momento».
Sono sulla “Kill List”. Questo è come ci si sente ad essere cacciati da droni
di Malik Jalal
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