I suoi semi possono galleggiare sull’acqua per mesi senza marcire ed essere trasportati dalle correnti da un continente all’altro. Ma non solo, nelle loro migrazioni verso le terre e le isole che si affacciano sull’oceano Pacifico, le genti del sudest asiatico portavano sempre al seguito cinque piante, considerate le più importanti per sopravvivere: igname, frutto del pane, banana, patata dolce, canna da zucchero e noni.
Morinda citrifolia, comunemente chiamata noni o gelso indiano, è nota in inglese come indian mulberry e beach mulberry, mentre in Thailandia è chiamata baiò ใบยอ.
La foglia di noni ha un ruolo significativo nella cucina tradizionale thailandese. Ha un sapore leggermente amarognolo con un vago sentore di tabacco e viene utilizzata come involucro aromatizzante e commestibile per cucinare pesce ed altri alimenti.
La pianta viene utilizzata da millenni nella medicina tradizionale cinese. Testimonianze dei suoi effetti benefici sono riportate in testi cinesi della dinastia Han.
Di certo contiene vitamina A (beta-carotene), B1, B2, C, Fosforo e Calcio (469 mg per 100 grammi) e dalle radici viene estratto un colorante naturale.
Pare che possa uccidere i pidocchi e, strofinata sulle gengive gonfie, allevi il dolore.
Il frutto trova il suo maggior utilizzo nella produzione di tisane fermentate. Oggi il succo di noni viene commercializzato anche in Occidente. Ha sapore aspro ed odore acido (contiene acido carbonico). In sostanza puzza di formaggio stagionato (da qui il nome anche di cheese fruit), che ne penalizza il suo consumo alimentare.
Anche per il noni, come già per il neem, non sono in grado di giudicare la validità delle affermazioni circa le svariate proprietà attribuite, credo siano da tenere in considerazione le argomentazioni che si fanno circa l’omeopatia in generale.
Ricetta per succo di Noni:
– 3kg di frutti
– 1kg di zucchero di canna
– Acqua quanto basta
Preparazione: tagliare i frutti, metterli in un contenitore ed aggiungere lo zucchero. Lasciar macerare per 15 giorni al riparo da luce diretta. Aggiungere acqua a sufficienza per coprire i frutti fermentati e richiudere il contenitore. Dopo minimo 3 mesi filtrare il tutto.
Che dite? Difficile trovare i frutti di Noni?
La Thailandia vi aspetta.
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